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Posted by on Apr 16, 2014 in Geologia, Marte |

Possibile la presenza di acqua su Marte allo stato liquido

Formazione di Yelloknife Bay, Marte

Grazie alla continua esplorazione del pianeta rosso tramite il Curiosity Mars Rover e le sonde orbitanti, la NASA ha ormai confermato con certezza che in passato era presente acqua su Marte allo stato liquido. Ma qual’è la situazione attuale? Un recente studio sui meteoriti marziani suggerisce che potrebbero essere presenti riserve acquifere sotterranee.

Nell’immagine sopra, stralcio di un mosaico fotografico acquisito dal Curiosity Mars Rover nel dicembre 2012, possiamo osservare la Formazione di Yellowknife Bay: corpi sedimentari siltosi interessati da mud crack, forme dovute all’evaporazione dell’acqua e alla successiva “contrazione” dei sedimenti. Depositi e forme testimoni di un antico lago, presente all’incirca 3,5 miliardi di anni fa, costituito da acqua dolce e potenzialmente ospitante forme di vita primordiali .

E così, nell’attesa di nuove tecnologie che possano sopperire alla mancanza del Curiosity in grado solo di analizzare la composizione chimica dei suoli e delle rocce, ma non di individuare l’eventuale presenza di microbi fossili nei sedimenti, gli scienziati si chiedono se quell’acqua una volta presente non si sia conservata fino ai giorni nostri, nel sottosuolo.

Un team di ricercatori del Tokio Institute of Technologies ha cercato di rispondere al quesito: tramite sofisticate analisi geochimiche sul rapporto isotopico deuterio/idrogeno (D/H), il team è stato in grado di stimare la perdita dei volumi di acqua su Marte tra 4.1 – 4.5 miliardi di anni fa (età dei metoriti analizzati) e tra 4.1 miliardi di anni fa e oggi, confrontandoli con le “stime geologiche” del volume d’acqua primordiale.

Deuterio e idrogeno esistono infatti in acqua secondo rapporti di equilibrio standard. Essendo l’idrogeno più leggero, se si innesca un processo di evaporazione esso tende a “sfuggire” più facilmente e, pertanto, le variazioni del rapporto D/H nel corso del tempo sono utilizzabili per determinare la quantità di acqua persa tramite il calcolo del cosiddetto fattore di frazionamento, rappresentante il valore di equilibrio per il deuterio rispetto al contenuto di idrogeno in acqua.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista scientifica Earth and Planetary Science, individuano discrepanze tra i calcoli e le stime di volume d’acqua totale derivanti dalle evidenze geologiche di terreno, suggerendo l’esistenza di serbatoi d’acqua su Marte attualmente esistenti, ma non ancora individuati, probabilmente presenti sottoforma di coltri glaciali alle medie latitudini o falde idriche sotterranee.

Image Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS