Crea sito
Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Posted by on Giu 19, 2014 in Geologia, Idrogeologia |

Tecnologia InSAR per monitorare acque sotterranee

Tecnologia inSAR per monitorare acque sotterranee

Alcuni ricercatori di Stanford hanno aperto la strada per una migliore e più semplice gestione delle acque sotterranee, elaborando una metodologia che consente di “vedere nel sottosuolo” attraverso l’utilizzo della tecnologia InSAR.

In gran parte del mondo le acque sotterranee, o falde acquifere, sono un’importante e preziosa risorsa, spesso soggetta ad eccessivo sfruttamento a causa delle crescenti necessità di approvigionamento idrico imposte dalla società e, altrettanto spesso mal gestita, a causa  della mancanza di dati sul livello dell’acqua presente nel sottosuolo.

Lo sviluppo di modelli utili sull’andamento delle acque sotterranee, le previsioni di disponibilità e la valutazione sull’impatto del prelievo idrico continuo è spesso difficoltosa, impegnativa ed onerosa, a causa della necessità di ottenere dati da indagini e misurazioni dirette, possibili soltanto dopo la perforazione del sottosuolo e l’installazione di piezometri di monitoraggio.

Ma una soluzione a questi problemi sembra essere molto vicina: alcuni scienziati della Stanford University hanno infatti utilizzato la tecnologia InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar), che sfrutta le onde elettromagnetiche per monitorare i cambiamenti in elevazione della superficie terrestre con precisione al millimetro, per ricavare informazioni sui livelli idrici delle acque sotterranee.

I ricercatori hanno analizzato le variazioni in superficie di 15 aree in Colorado lungo la San Luis Valley e, calibrando il modello su tre piezometri di monitoraggio esistenti, sono stati in grado di ricostruire con precisione andamento e livello della superficie piezometrica della falda confinata presente nel sottosuolo, ottenendo un’ecezzionale corrispondenza con il modello derivante dall’interpolazione delle misure dirette.

Essere in grado di realizzare un simile lavoro con pochi “dati diretti” consentirà in futuro di misurare accuratamente i livelli delle acque sotterranee di vaste aree senza l’utilizzo di un gran numero di pozzi o piezometri di monitoraggio, con conseguente riduzione dei costi, miglioramento della gestione della risorsa e possibilità di valutare gli effetti sulle acque sotterranee dovuti ad esempio a siccità o aumento della popolazione: i dati InSAR potranno ovvero contribuire in modo determinante ad un utilizzo idrico sostenibile.

Nell’attesa di ulteriori studi, necessari per valutare accuratamente i limiti di applicabilità e consolidare la metodologia, i ricercatori stanno già allestendo un database online, con l’obiettivo di raccogliere in un ambiente user-friendly i dati InSAR, i dati sull’umidità del suolo, sulle precipitazioni e su quanto necessario per il calcolo di un bilancio idrico e renderlo disponibile ad amministrazioni pubbliche e gestori delle acque sotterranee.